Imparare a stare con sé

Sostare seduti comodamente, per un tempo prolungato, mentre il respiro diventa l’unico oggetto della nostra attenzione.
Osservando il nostro corpo e la nostra mente calmi, testimoni di pensieri, emozioni e sensazioni che ci attraversano come il passaggio delle nuvole nel cielo.

Sentire e sapere di star sentendo, di star facendo esperienza, dell’esser vivi, partecipi dell’esistenza semplicemente essendo presenti in assenza del fare.
Distinguere tra la mente che patisce e la mente che guarda il patire e commuoversi per questa incredibile possibilità.

Sperimentare un’essenza capace di elevarsi oltre la dimensione ordinaria delle forme, degli scopi e delle narrazioni, cogliendone il gioco assurdo e al contempo necessario.

Discernere che c’è un piano più sottile nell’umano in cui ogni differenza e contraddizione viene accolta, legittimata, compresa, fino a che tutto è in dialogo con tutto e non vi è più opposizione.

Sperimentare uno sguardo equanime che include in sé ogni sfumatura (di noi stessi, degli altri e del mondo) capace di elevarsi sopra la ragione e di intuire con il cuore e con le viscere che c’è una comprensione “altra”.

E infine essere grati e meravigliarsi semplicemente di poter sperimentare tutto questo, nella consapevolezza della transitorietà del tutto, poter godere di un briciolo di luce…

foto di Vlad Bagacian su Pexels

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Comprendere e Capire

Occorre prendere in considerazione la possibilità che esistano diversi livelli di conoscenza, di natura differente e che la conoscenza proceda per strati, più o meno profondi, a volte per salti intuitivi.
Occorre distinguere tra gli atti del capire e del conoscere: quando capisco qualcosa razionalmente trovandola sensata, e quando sperimento con tutto/a me stesso/a una comprensione profonda.

Posso capire qualcosa senza che questa abbia un effetto su di me o che mi influenzi in qualche maniera, comprendendo al contrario, vengo inevitabilmente “toccato”, perché comprendere ha a che fare col “vedere”, ovvero con il realizzare qualcosa di significativo che cambia il mio modo di vedere il mondo.
Il “capire” in questo senso si avvale dell’intelletto e della ragione e procede collegando le cause con gli effetti in maniera lineare e temporale.

Il “conoscere-comprendere” si avvale della consapevolezza, del sentire e del discernimento profondo delle cause e degli effetti in maniera circolare e atemporale. Capiamo nel tempo e con la mente, conosciamo con le viscere e nel presente. Ovviamente si tratta di semplificazioni per cercare di spiegare due processi differenti ma complessi, ma è importante provare a distinguere che siamo capaci di diverse modalità di conoscenza.

La nostra educazione e cultura enfatizza il primo modo, il capire: la scuola, l’università e in generale la cultura occidentale si fonda sul capire, sul perfezionare il calcolo attraverso la ragione e la logica, sulla prevedibilità e il tentativo di controllare e padroneggiare la tecnica, fondandosi su dinamiche di vantaggio e di profitto.

Le culture orientali come anche certi tipi di ambiti come l’arte, la poesia, la musica, la danza, il teatro e in generale la religione e la spiritualità, si fondano su forme di comprensione che includono il sentimento, l’intuizione, la contemplazione, risorse interiori che non si basano sul profitto e sul vantaggio, ma sull’etica, intesa come il riconoscimento del “bene” e del “giusto”, sulla bellezza e su una dimensione più profonda che trascende l’intelletto e si avvale di un’intelligenza corporea, del cuore e della sensibilità.

Quando meditiamo, andando a ridurre ai minimi termini la nostra esperienza di esseri umani, possiamo iniziare a sperimentare questi due piani di conoscenza e a coltivare la comprensione, risvegliando in noi un particolare “sentire” che ha a che fare con questa possibilità. In questo senso, occorre essere permeabili e determinati a “cambiare mente”, lasciando che il ragionamento faccia spazio al sentire…

Foto di Khánh Phạm: Pexels

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Le posture nello Yoga

Nello Yoga ci sono le posture, Asana, che l’insegnante propone e guida ad affinare secondo la coerenza del corpo e l’invito all’ascolto delle sensazioni che generano. Le Asana sono dei “ponti” attraverso i quali la mente del praticante può sostare, cominciando a sviluppare la concentrazione e ad affinare la percezione. Le posture ci orientano e ci aiutano a capire il nostro corpo, ci permettono di sentirlo, di localizzare le tensioni e in generale aiutano la mente a focalizzarsi, attraverso le sensazioni, sul momento presente.

Questo lavoro, oltre ai benefici che genera su un piano fisico, ha l’effetto di allentare le tensioni mentali e lo stress, riducendo il chiacchiericcio dei pensieri, sullo sfondo dell’esperienza, calmando la mente e riducendo la reattività.
Questo ad un primo livello accade sempre, ed è per questo che generalmente una persona che esce da una sessione di yoga (che sia un percorso serio e almeno in parte contemplativo), ne esce rigenerata e con un senso di benessere diffuso. Ma questo è solo il primo passaggio a cui lo Yoga conduce.

Il vero “salto” accade quando, dopo aver acquisito e padroneggiato l’ascolto del corpo, la capacità di percepire e di rilasciare tensioni, la concentrazione, la consapevolezza del respiro… siamo capaci di accorgerci del nostro rapporto con l’esperienza di Asana; la qualità dell’ascolto, il riconoscimento dell’intenzione, la qualità del nostro dialogo interno se si attiva commentando l’esperienza.

Insomma, l’essenza dello Yoga inizia quando iniziamo a cogliere il nostro “modo” di praticare, il che richiede di coltivare piuttosto che il “fare”, il controllare, il dirigere… un certo “lasciar fare”, lasciar emergere, lasciar affiorare ciò che già sta accadendo, lasciando che le nostre pretese, tensioni, brame, possano arrendersi alla verità di ciò che sta accadendo…

(Continua…)

Foto di Rainer Eck: Pexels

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Accogliere il vuoto

Accogliere il vuoto è un’esperienza extra ordinaria, oserei dire coraggiosa.
Siamo così bombardati da stimoli nel nostro quotidiano, che la nostra mente è sovraccarica, così com’è sovraccarico il sistema nervoso e le nostre emozioni. Siamo naturalmente tesi e le condizioni di rilassamento vengono affidate a contesti di benessere o ad isole felici ben distanti dalla nostra ordinarietà.

Basti pensare che a volte, anche andare in vacanza ci risulta faticoso, perché nello stacco dal fare e dai ruoli, ci ritroviamo quasi nell’imbarazzo di gestire il vuoto e la pausa. Il più delle volte il “vuoto” è temuto e ci disorienta. Ci crea una sorta di imbarazzo, non sappiamo come relazionarci, cerchiamo subito di colmarlo, di occuparlo, di fare qualcosa pur di non stare in sua compagnia. Ci sentiamo impreparati, lasciati a noi stessi e non sappiamo gestire le pause, quasi come se un senso di smarrimento e confusione ci venisse a prendere lasciandoci nello sconcerto.

Eppure… alle volte… solo quando lasciamo andare questa compulsione a riempire, a cui i nostri tempi ci educano con così tanta determinazione, possiamo godere di un raggio di sole sulla pelle, di una carezza, di un profumo o di una canzone.Occorre fare spazio e imparare a sostare nel vuoto, per permettere alla bellezza di affiorare al di là di qualunque intenzione…

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Residenziale yoga

6/7 luglio 2019 San Lorenzo in collina (Bo)

Seminario di approfondimento di yoga e introduzione ai temi della meditazione. Trascorreremo due giorni in natura, sulle colline a 20 km da Bologna, dedicandoci all’ascolto e alla presenza mentale.
Il seminario inizia sabato mattina e si conclude domenica sera.
Ogni giorno alterneremo pratiche di yoga (sequenze di asana, elementi di pranayama, respirazione e rilassamento), con sessioni di respirazione all’aperto.
Nel pomeriggio ci sarà uno spazio dedicato alla storia dello yoga nella cultura indiana, in particolare tratteremo gli aspetti interessanti per la tradizione buddhista e alla base della pratica meditativa.
Affronteremo il tema della motivazione rispetto alla pratica quotidiana, il posto che ha nel nostro tempo, com’è considerata e come si inserisce in un percorso di autoconoscenza. Rifletteremo sul ruolo che lo yoga e la meditazione rivestono nella nostra cultura e i pregiudizi a riguardo.
Parleremo del corpo e dell’attenzione come strumenti per accedere al mondo interiore come dimensione conoscitiva, del rapporto tra il sentire emotivo e i significati filosofici, il bisogno di sacralità delle tradizioni orientali, in rapporto con la nostra cultura profondamente cristiana e tecnologica insieme.

Questi giorni vogliono essere l’occasione per trascorrere del tempo insieme nella condivisione, per ascoltarsi e ascoltare il silenzio. Per conoscersi e dialogare. Il seminario prevede delle pause nelle quali sarà possibile fare passeggiate in natura, o altro, nella più completa libertà. Lo spazio a nostra disposizione si trova a 20 km da Bologna, è un ex fienile ristrutturato adiacente al bosco, si trova a S. Lorenzo in collina associazioneculturaleilvolo.it/il-fienile l’alloggio sarà in camerate, occorre portare il proprio sacco a pelo, lenzuola e asciugamani. L’alimentazione prevalentemente vegetariana (chi ha particolari allergie o problemi è pregato di segnalarlo all’organizzazione). E’ possibile venire accompagnati da un familiare/bambini, pagando solo il costo del vitto e alloggio.
Il costo del weekend è di 180 euro tutto compreso (sono previste agevolazioni per disoccupati e studenti).
Le iscrizioni chiudono il 20 giugno. È necessario versare un acconto di 60 euro entro tale data per completare l’iscrizione. Info e prenotazioni info@tempoyoga.it

Giornate di approfondimento

Sabato 25 maggio e 1 giugno h 10:00-17:30

Dedicheremo ogni giornata all’approfondimento dello Yoga e della meditazione, sia da un punto di vista pratico esperienziale, che teorico. Affronteremo il tema della motivazione alla pratica nel nostro tempo e del ruolo che essa riveste nella vita quotidiana, risalendo fino alle origini della sua tradizione, per confrontarne gli aspetti e le esigenze nella nostra cultura. Parleremo del ruolo del corpo e della necessità di accedere alla dimensione interiore per chiarire il rapporto con l’emotività e con il bisogno di sacralità, attraverso esempi che la pratica offre e l’insegnamento dei maestri che la tradizione ci offre. La partecipazione è riservata ad un massimo di 5 persone, l’incontro è a offerta libera e consapevole, per informazioni info@tempoyoga.it.

PROGRAMMA
9.30 arrivo
10.00-12.00 yoga e meditazione
12.30-14.00 pranzo
14.30-15.30 storia dello yoga e della tradizione
15.30-16.30 spazio discussione e confronto
16.30-17.30 merenda e saluti

La sede degli incontri è in via Porrettana 145, Casalecchio di Reno (Bo). E’ possibile parcheggiare all’interno, il luogo è raggiungibile in autobus 20, fermata S. Martino.


Corso di introduzione alla meditazione

Il giovedì 17.30-18.45 in via d’Azeglio 35, Bologna


Il percorso è rivolto a principianti e a tutti coloro che vogliono imparare a meditare e sono alle prime esperienze. La prima parte della lezione prevede una sequenza di yoga e respirazione che preparano progressivamente lo stato della mente e del corpo a mantenere la seduta (20 minuti che progressivamente aumentano, a seconda del gruppo).
Impareremo a frequentare l’immobilità del corpo, per sviluppare la capacità di concentrazione e focalizzazione della mente, attraverso pratiche sul respiro che gradualmente condurranno a una esplorazione più approfondita del mondo interiore
La meditazione proposta è una sintesi tra la vipassana, la pratica buddhista e la preghiera del cuore
Per partecipare occorre aver frequentato almeno un incontro di yoga con l’insegnante. Posti limitati. Per chi frequenta un altro corso e per gli studenti sono previste agevolazioni sul costo.

Per informazioni info@tempoyoga.it